LA REPUBBLICA ISTERICA

Bisogna avere pazienza. Ora che chi non sa distinguere una patata dalla Luna assume che Giuliano Ferrara ed io combattiamo “oggettivamente” la stessa battaglia per salvare il Cavaliere Nero, mi tocca prendere in fretta le distanze dal lardoso servo del puttaniere.

Diversamente da Ferrara io non credo che l’Italia sia diventata “la repubblica puritana”. Non è possibile, non è nell’indole di quel popolo.

Ancora oggi se in Italia dico “La Pretora”, la maggior parte della gente penserà ad Edwige Fenech e non ad Ilde Boccassini.

No, decisamente gli italiani non possono essere diventati bacchettoni.

Direi si tratta piuttosto di una pericolosa forma di isteria collettiva che ha più a che fare con la psicoanalisi che con l’etica. La sua somiglianza con quella che colpì i tedeschi di Weimar che chiedevano giustizia contro gli immorali usurai dal naso adunco (i puttanieri del loro tempo?) è veramente inquietante.

La prova è che il contenuto di questa patologia è infatti assolutamente irrilevante: se il puttaniere fosse stato invece un alcolizzato o un cocainomane, l’orda vandeana sarebbe stata proibizionista o anti-alcool.

No, non si tratta di “repubblica puritana” ma di “repubblica isterica” che reclama allo Stato il contenimento del proprio invincibile desiderio.

[leggi anche: Sebastiano Isaia, L’Esorcismo degli Eticamente Corretti]

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