INDIGNADOS SVEGLIATEVI! Che lo Stato e l’Economia si grattino le loro rogne!

Non c’è verso: il movimento 15-M ha deciso di organizzare un dibattito “alternativo” sullo stato della nazione spagnola.

Che fissazione questa degli spagnoli di farsi i cazzi della controparte! Mi chiedo chi gliel’abbia ordinato di proporre piani alternativi per salvare la Nazione? Il dottore? Papà?

Lo scopo di un movimento di lotta è la rivendicazione intransigente e ad oltranza di ciò che occorre al singolo per vivere con dignità: casa, reddito, sanità, cultura, ozio (soprattutto). Questa richiesta viene veicolata attraverso lo sciopero, la manifestazione di piazza, l’interruzione dei servizi pubblici, ecc. – non importa che l’interlocutore sia di destra o di sinistra, onesto o corrotto: il movimento non accetterà di muovere un dito per collaborare con lui. Così, con candore soreliano, senza fare “proposte alternative”: “Vogliamo questo e quest’altro, e lo vogliamo ora. Come farete a darcelo sono cazzi vostri.”

Così come è stato letale preoccuparsi dell’accusa delle istituzioni di non “rappresentare” una maggioranza (un movimento può benissimo essere un’incazzatissima minoranza se ha la forza di andare fino in fondo), l’altro errore fatale del 15-M è stato quello accettare la provocazione maligna della politica istituzionale che continuava a chiedergli: “Protestate sì, ma quali sono le vostre proposte?”. Questo ha innescato la pratica infinita dell’assemblea autoreferenziale nel tentativo inutile del movimento di dimostrarsi “costruttivo”. I mostri partoriti dalle commissioni di piazza non si contano: statalizzazione universale, fucilazione dei banchieri, istituzione del pedigree etico dei politici, riforma elettorale, e via a chi la sparava più grossa. Nessuna sorpresa che il Palazzo abbia continuato a farsi le matte risate.

Eppure la risposta è così semplice: un movimento esprime dei bisogni e lotta per averli soddisfatti, non elabora piani economico-politici per supplire all’incapacità dello Stato di erogarli.

Quale sarà la prossima cazzata del 15-M? La proposta di un piano “alternativo” sull’utilizzo delle risorse per la Giustizia o la Difesa?

Peccato, stavano andando così bene bloccando sfratti casa per casa…

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2 risposte a “INDIGNADOS SVEGLIATEVI! Che lo Stato e l’Economia si grattino le loro rogne!

  1. Per quanto patetica e all’atto pratico inconcludente, questa attitudine propositiva dei quindiceMMi, è in linea con quella invece più empatica della non violenza: E’ chiaro che se non spacchi vetrine da un lato, e continui a ripetere che “i politici non ti rappresentano” dall’altro, devi scendere in campo, passami il berlusconismo, a “produrre politiche” in prima persona.Poi è ovvio, il popolo quando si esprime lo fa con categorie proprie, e cioè banalmente popolari.Ma se non picchiano, e si fanno picchiare, questi gandhi “gandules” , che almeno parlino, sparino cazzate a pallettoni, ci facciano ridere delle grossolane proposte ecocratiche, della loro visione di pluralismo seriale stile Zara.Sarà sempre meglio per loro dire una qualsiasi cazzata adesso, che tacere ulteriormente in attesa che gli venga una idea migliore, come usano i giovani belpaesani, cui i genitori-vampiri sono riusciti a succhiare anche quella sana tracotanza giovanile, quella baldanza zozzona dell’ingenuità made in spain.Vuoi o non vuoi, anche con questi metodi, gli “sdegnati” stanno ottenendo lo scopo di portare all’attenzione il malessere, di far parlare di sè e dei problemi.Mentre in italia i protagonisti continuano ad essere i politici, e non le politiche, quello o quel partito, berlusconi o la sinistra.Questo andazzo, a mio parere, porterà a risultati, ove possibile, ancora meno apprezzabili dei “ghe pensi mi” di plaza del sol.

  2. Non ho dubbi circa validità mediatica dell’azione del movimento.
    Mi sembra anche di avergli riconosciuto il merito politico di aver iniziato l’entusiasmante pratica del blocco degli sfratti e dei licenziamenti ad personam (certo, chi sia io per riconoscere meriti non lo so!).
    Ad ogni modo, due cose ho imparato dall’aver attraversato tre decenni di movimenti ed occupazioni: che 1) la ripetizione autoreferenziale di “atti vuoti” (nel caso del 15-M, l’assemblea infinita nel tentativo inutile creare “piattaforme” credibili), conseguenza dell’aver abboccato all’imperativo delle istituzioni di essere “costruttivi”, unita a 2) l’ingenuità delle cosiddette “proposte alternative”, rischia di far sfumare nel nulla l’impatto traumatico iniziale di un movimento di quelle proporzioni e getta le basi per l’impossibilità che la gente creda di nuovo in futuro nella validità della lotta di strada e dell’azione diretta.

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