ARIDAJE CO’ STO DEFAULT!

Alla buon’ora! Eccoli di nuovo i “bancarottisti”, finalmente chiedendosi se lo Stato può davvero essere il soggetto del “contropotere finanziario”:

“Ma qui il discorso lascia più di un punto di domanda”, scrive il redattore di Infoaut, “sui soggetti sociali e politici di questo potenziale percorso (è ancora possibile e utile richiamarsi alla sovranità popolare, e quindi allo stato, contro i mercati?!)” 

Ce n’è voluto per farsi venire il dubbio!

Peccato che i nostri continuino a non intendere che l’intera idea di default, in assenza di un soggetto antagonista e di un ampio programma politico, non solo è un’idiozia, ma è una potente arma ideologica che arruola la folla disorientata degli indignati negli eserciti della guerra interimperialistica in corso.
(Per l’antefatto vedi Antagonismo in bancarotta su questo blog)

[Qui l’Intervista e analisi di Guido Viale sull’eurocrisi pubblicata su Infoaut]

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Una risposta a “ARIDAJE CO’ STO DEFAULT!

  1. Scrive Viale: «Ma se non si affronta in modo radicale il nodo del debito, la politica scompare (anzi, non ricompare più) perché vuol dire che si accetta come fatto compiuto il trasferimento della sovranità dal popolo ai “mercati”». Come se la sovranità non fosse stata sempre, anche nei mitici (per Bertinotti e compagni) anni Settanta del secolo scorso, dalla parte del Capitale! La crisi rende evidente la natura sociale della democrazia. Tutto qui. Però, con quanto zelo il Nostro si prodiga per salvare il Paese: altro che Berlusconi, il quale pensa solo alla Gnocca (come chi scrive, peraltro)! Ci si dimentica, continua il bancarottista, «soprattutto, che un nesso tra la crisi economica e l’impossibilità di una crescita illimitata in un pianeta finito ci deve pur essere». Ci risiamo con il catastrofismo neomalthusiano! Il solo limite che il Capitale conosce insiste nel saggio di profitto. La «decrescita» non salverà nemmeno la nostra anima.

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